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a cura del Dottorato di Ricerca in Culture della Comunicazione | Università Cattolica del Sacro Cuore
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2 | 2009
Il candidato
Media e politica alla prova del voto
TUTTI I MEDIA DEL PRESIDENTE
La figura del candidato tra comunicazione istituzionale e campagna elettorale
TUTTI I MEDIA DEL PRESIDENTE
Nella politica contemporanea, sempre più soggetta ai ritmi, alle regole e ai linguaggi della comunicazione mediale, la figura del candidato assume una rilevanza centrale, calamitando su di sé le attenzioni degli elettori e dei media. Il completamento di quel fenomeno che va sotto il nome di “personalizzazione della politica” è avvenuto sotto la duplice spinta della crisi dei partiti di massa, da un lato, e dalle crescenti influenza e pervasività dei media nelle nostre vite, dall’altro.

Osservare una competizione elettorale, oggi, è un esercizio che non può prescindere da un’analisi approfondita delle dinamiche sociali, mediatiche e psicologiche che s’instaurano tra il cittadino e il candidato politico, inteso come figura comunicativa prima ancora che amministrativa. Facendo riferimento al concetto di permanent campaign espresso da Sidney Blumenthal, la competizione elettorale ha modificato intrinsecamente la propria natura, passando da momento altamente emotivo e relazionale circoscritto nel tempo, a processo di lunga durata che prende vita e si modella anche in frangenti lontani dalla consultazione e dal suffragio. Le campagne elettorali, oggi, non si esauriscono con il voto, ma proseguono anche nei mesi successivi, andando a incidere sui comportamenti politici (e sulle aspettative dei cittadini) anche nelle fasi in cui il responso delle urne dovrebbe legittimarsi attraverso l’azione amministrativa.

Per questo motivo, la figura del candidato politico finisce con l’assumere una valenza significativa quando coincide con funzioni di governo che si è stati chiamati a svolgere: l’azione governativa diventa tout court azione comunicativa, finalizzata a un mantenimento o un incremento del consenso. Nel caso di consultazioni amministrative, dove le preferenze dei cittadini esprimono direttamente la carica più alta, tale fenomeno diventa rilevante e viene a giocarsi su una sottile linea di demarcazione individuata dalla legge. Nei mesi precedenti la consultazione elettorale, infatti, le norme italiane prevedono la chiusura delle attività di comunicazione istituzionale delle Pubbliche Amministrazioni, al fine di evitare che esse si trasformino in sottili strumenti di propaganda. È pertanto interessante notare come, con l’avvicinarsi di tale limitazione, la comunicazione del candidato che detiene una carica governativa, tenti di mescolare, attraverso la scelta delle issues, dei linguaggi, dei media e dei destinatari, il ruolo istituzionale con quello meramente elettorale.

Un caso emblematico, sotto questo profilo, è rappresentato da Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano candidato alla riconferma; l’analisi delle agenzie di stampa, dei video istituzionali e del periodico ufficiale dell’amministrazione da lui guidata, nel periodo precedente l’entrata in vigore della limitazione legislativa, rivela in tutta la sua evidenza, come l’incarico istituzionale detenuto sia spesso stato utilizzato come strumento per anticipare temi e strategie ampiamente utilizzati nei mesi successivi, quelli più intensi e accesi dello scontro elettorale.

 
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