2 | 2009
Il candidato
Media e politica alla prova del voto
ESSERE VISIBILI NELL'ARENA POLITICA
La vulnerabilità del leader fra pubblico e privato: dalla gaffe allo scandalo

La visibilità dei candidati si gioca sempre più spesso oltre le soglie dello spazio pubblico, l’estesa mediatizzazione della sfera politica tende a proporre i suoi personaggi non solo nelle loro vesti ufficiali ma anche in quelle più intime e private. Il limite fra visibilità e invisibilità, fra pubblico e privato, fra scena e retroscena diviene assai labile, non solo per l’occhio vigile del medium ma anche per la stessa gestione che i politici fanno della loro immagine, continuamente protesi alla conquista di nuove soglie di popolarità.
Accade però che uno scarso controllo o un basso livello di attenzione alle molteplici espressioni del corpo del leader, nonché al potere amplificatore del medium, contribuisce ad aumentarne la vulnerabilità fino a mettere in crisi un’intera strategia elettorale. Gaffe e scandali diventano così più frequenti e capaci di interferire nel campo politico fino a compromettere il percorso di un candidato, tanto da causarne, talvolta, la stessa destituzione. Questo è ad esempio ciò che è accaduto negli Stati Uniti al governatore Eliot Spitzer, che lascia la poltrona a causa di uno scandalo a sfondo sessuale.
Diversamente invece avviene in Italia, con il recente scandalo Noemi-Berlusconi che nella sua prima fase, in concomitanza con le elezioni europee, non ha invece generato sostanziali conseguenze politiche. Insieme a questi esempi, se ne aggiungono altri che mettono in evidenza la vulnerabilità della visibilità di un leader, come gaffe durante le dichiarazioni pubbliche o le immagini “rubate”, impreviste e controproducenti, o ancora quelle apparizioni mediatiche che sfuggono alla capacità di controllo del leader, come nel caso di una fuga di notizie in grado di destabilizzare una proposta politica, come avvenuto durante l’ultima campagna del Presidente spagnolo Zapatero.
Simili avvenimenti hanno poi caratteristiche, significati e conseguenze assai diverse rispetto al contesto sociale e culturale nel quale hanno luogo, nonché rispetto alle complesse relazioni fra la sfera politica e quella dei media. Nel complesso appare evidente una forte problematicità del limite fra pubblico e privato nella mediatizzazione del corpo del leader, con inevitabili conseguenze nelle linee del mainstream del giornalismo politico di ogni paese. La prossimità con l’elettore, raggiunta dal candidato grazie alla popolarità concessa dal medium, se da un lato favorisce un processo di identificazione dall’altro finisce per minarne l’autorevolezza. Inoltre, questa costante espansione dello spazio di visibilità provoca spesso la rivelazione di menzogne e di incoerenze tali da mettere a rischio la credibilità del candidato e di conseguenza, talvolta, lo stesso rapporto di fiducia con il cittadino.
Accade però che uno scarso controllo o un basso livello di attenzione alle molteplici espressioni del corpo del leader, nonché al potere amplificatore del medium, contribuisce ad aumentarne la vulnerabilità fino a mettere in crisi un’intera strategia elettorale. Gaffe e scandali diventano così più frequenti e capaci di interferire nel campo politico fino a compromettere il percorso di un candidato, tanto da causarne, talvolta, la stessa destituzione. Questo è ad esempio ciò che è accaduto negli Stati Uniti al governatore Eliot Spitzer, che lascia la poltrona a causa di uno scandalo a sfondo sessuale.
Diversamente invece avviene in Italia, con il recente scandalo Noemi-Berlusconi che nella sua prima fase, in concomitanza con le elezioni europee, non ha invece generato sostanziali conseguenze politiche. Insieme a questi esempi, se ne aggiungono altri che mettono in evidenza la vulnerabilità della visibilità di un leader, come gaffe durante le dichiarazioni pubbliche o le immagini “rubate”, impreviste e controproducenti, o ancora quelle apparizioni mediatiche che sfuggono alla capacità di controllo del leader, come nel caso di una fuga di notizie in grado di destabilizzare una proposta politica, come avvenuto durante l’ultima campagna del Presidente spagnolo Zapatero.
Simili avvenimenti hanno poi caratteristiche, significati e conseguenze assai diverse rispetto al contesto sociale e culturale nel quale hanno luogo, nonché rispetto alle complesse relazioni fra la sfera politica e quella dei media. Nel complesso appare evidente una forte problematicità del limite fra pubblico e privato nella mediatizzazione del corpo del leader, con inevitabili conseguenze nelle linee del mainstream del giornalismo politico di ogni paese. La prossimità con l’elettore, raggiunta dal candidato grazie alla popolarità concessa dal medium, se da un lato favorisce un processo di identificazione dall’altro finisce per minarne l’autorevolezza. Inoltre, questa costante espansione dello spazio di visibilità provoca spesso la rivelazione di menzogne e di incoerenze tali da mettere a rischio la credibilità del candidato e di conseguenza, talvolta, lo stesso rapporto di fiducia con il cittadino.

