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a cura del Dottorato di Ricerca in Culture della Comunicazione | Università Cattolica del Sacro Cuore
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3 | 2010
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THE DILATED FRUITION
Video Gamers and Movie Produsers
Giovanni Caruso, Mauro Salvador
THE DILATED FRUITION
LittleBigPlanet is the best example of last generation video games based on audience content production, in which players can generate and share online customized game levels. Considering this kind of gameplay we should argue an overlapping among author and gamer. In order to develop this connection we choose to compare cinema and video games considering that their audiences have both grown more and more aware of themselves and act as “produsers” in a similar way.

The unavoidable choice we have made to introduce this comparison between gamers and viewers is targeted to focus on pure empirical fruition and all connected border activities. From this point of view a new idea of user, similar to the one presented in Michel Gondry's Be Kind Rewind, could be defined.

Thinking about cinema, the new movie-goer reads about the film before the vision; he works on it, comments it on-line, dubs it, reassembles it, re-shoots it. He demonstrates to possess new practical competences. The last generation video gamer challenges softwares that allow him to edit and share parts of the game. As for cinema spectator, the gamer recalls the figure of an expert who owns and blends all his abilities to produce contents, showing a ludic involvement, both cultural and emotional, with media products.

So, the bottom-up productions described above highlight a subject, both user and producer, who asks for media products that fit with his new abilities, even if through an often illusory interactivity.



LittleBigPlanet è un ottimo esempio di quei videogame di ultima generazione che si basano sui contenuti prodotti e condivisi dagli utenti. Il suo sistema di gioco rende possibile ipotizzare un'effettiva sovrapposizione delle figure di autore e giocatore. Per giustificare un collegamento di questo tipo, scegliamo la strada del paragone fra cinema e videogame, tenendo conto che gli utenti di entrambi i mezzi sono diventati sempre più coscienti di sé stessi e delle loro capacità creative, a tutti gli effetti dei “produsers”.

La scelta obbligata per introdurre un paragone fra giocatore e spettatore è quella di concentrarsi sulla fruizione empirica e su tutte le attività pratiche complementari ed esterne al testo mediale. Da questo punto di vista emerge allora una nuova idea di utente, simile a quella raccontata da Michel Gondry nel film Be Kind Rewind.

Per quanto riguarda la fruizione cinematografica, lo spettatore contemporaneo legge del film prima della visione, lavora direttamente sul prodotto audiovisivo, lo commenta online, lo doppia, lo riassembla, lo rigira. Dimostra di possedere nuove abilità pratiche. L'ultima generazione di videogiocatori invece sfida software che permettono di modificare e condividere parti del gioco. Entrambe queste figure ricordano quella di un esperto che possiede e adatta le proprie abilità per produrre contenuti, dimostrando un coinvolgimento ludico, a livello culturale ed emozionale, con i prodotti mediali.

Le produzioni bottom-up descritte mettono allora in luce un soggetto, produttore e consumatore, che richiede prodotti mediali in grado di rispondere alle sue nuove capacità, anche se attraverso un'interattività spesso illusoria.
 
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