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a cura del Dottorato di Ricerca in Culture della Comunicazione | Università Cattolica del Sacro Cuore
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3 | 2010
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DAVID ROCKWELL’S HALL OF FRAGMENTS
Looking for Film’s Genius as a Medium through Audiovisual Geographies
DAVID ROCKWELL’S HALL OF FRAGMENTS
The article attempts to examine the definition criteria of cinema as a medium. This opens up a wider issue, that is to say the debate about the socalled post-medium condition, which represents the essential background developed throughout the whole reflection. The theoretical aim is thus to trace the processes leading to the contemporary status of cinema, whose main feature seems to be a sort of contamination. This same contamination represents the essential element in order to redirect the definition of cinema as a medium in its own specificity.

Cinema specificity is then paradoxically detected assuming a video installation – David Rockwell’s Hall of Fragments – as study case, trying to focus on the opening of cinema as a medium towards different artistic domains and expression forms. This kind of movement outside its own precinct takes place through what can be actually called the current “audiovisual geographies”, thus underlining the expanded scenario in which it becomes now necessary to rethink cinema. In this regard, the key-notion proposed to identify the definition criteria of cinema is the one of “genius”.



Il saggio si interroga su quelli che possono essere i criteri di definizione del medium cinema. La questione, densa e di difficile scioglimento, si presta particolarmente ad aprire la più ampia questione riguardante la condizione post-mediale, nucleo di riflessione che corre sottotraccia lungo tutta la trattazione. L’obiettivo principale della riflessione è dunque quello di ragionare sui processi che conducono il cinema contemporaneo allo stato attuale, analizzando quest’ultimo in termini di esperienza filmica; la caratteristica principale di questa esperienza sembra infatti essere una contaminazione che si dispiega sia sul fronte formale che su quello linguistico, e che pertanto problematizza la definizione del cinema come medium nella sua stessa specificità mediale.

La specificità del medium cinema viene allora paradossalmente presa in esame ed indagata, attraverso l’analisi di una videoinstallazione – Hall of Fragments ad opera di David Rockwell – che tematizza in maniera emblematica l’apertura del cinema in direzione di altri medium e differenti forme espressive audiovisive. Questa sorta di movimento di estroflessione, parte dal campo più eminentemente cinematografico per rivolgersi verso un ambiente più allargato, sviluppandosi all’interno di quella che a buon diritto può essere definita l’attuale “geografia audiovisiva”. La presenza di un simile scenario, non fa che sottolineare la necessità di collocare la riflessione teorica nell’ambito di un orizzonte espanso, che si fa progressivamente più esteso. In tal senso, la nozione a cui l’articolo propone di far riferimento è quella di “genius”, inteso come concetto cardine in grado di costituire un vero e proprio criterio di definizione di quello che è il cinema oggi.
 
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